Scadenza carta d'identità figli: quanto dura e cosa fare

La carta d'identità di un adulto dura dieci anni e te ne dimentichi. Quella dei figli dura molto meno, e si scopre che è scaduta quando c'è un viaggio da prenotare o una gita all'estero con la scuola.

Qui trovi quanto dura la carta d'identità elettronica (CIE) dei minori, come si calcola la data vera di scadenza, cosa cambia quando si viaggia e un metodo semplice, anche su carta, per non essere colto di sorpresa. Poi ti mostro come lo faccio io, Insieme.

Quanto dura la carta d'identità di un minore

La durata della carta d'identità elettronica (CIE) dipende dall'età di chi la riceve:

Per questo, in una famiglia con due figli, i documenti scadono in momenti diversi e raramente coincidono con quelli degli adulti. Ogni figlio ha il suo calendario, e quello di un bambino piccolo è il più corto di tutti.

La data di scadenza vera: il compleanno

Sulla carta c'è una data di scadenza nominale, ma la validità si estende fino al compleanno del titolare successivo a quella data. In pratica la carta vale fino al compleanno che segue la scadenza scritta.

Per questo la data stampata non è l'unica da guardare: ti serve anche la data di nascita del bambino. Se hai dubbi su una carta in particolare, la cosa più sicura è chiedere al tuo Comune.

Per viaggiare all'estero

Prima di prenotare, tieni a mente due regole.

Il passaporto è l'altro documento di viaggio. Per i minori, quello italiano vale 3 anni se il bambino ha meno di 3 anni, e 5 anni da 3 a 18 anni.

Le regole possono cambiare, e i dettagli (documenti da portare, tempi, moduli) dipendono dal caso e dal Comune. Prima di prenotare un viaggio, controlla sul sito del Comune o del Ministero dell'Interno e, se serve, chiedi allo sportello.

Un metodo con carta e penna

Il trucco non è ricordarsi la scadenza: è scriverla una volta, bene, e farsela ricordare in anticipo.

  1. Fai l'elenco dei documenti. Una riga per persona e per documento: carta d'identità di Sofia, carta d'identità di Leo, passaporto, e così via per tutti i membri della famiglia.
  2. Scrivi la scadenza vera. Data nominale e compleanno successivo, quindi la data in cui il documento smette di valere davvero. Se non la trovi, scrivi il mese e l'anno: meglio una data approssimata che nessuna data.
  3. Decidi chi se ne occupa. Sembra superfluo, ma è il punto in cui le cose si perdono. Metti un nome accanto a ogni riga.
  4. Scegli un margine. I tempi per ottenere un documento cambiano da Comune a Comune, quindi scegli tu quanto anticipo vuoi, e chiedi al tuo Comune quanto ci vuole di solito. Segna sul calendario di casa il giorno in cui devi cominciare, non quello in cui il documento scade.
  5. Aggiorna la riga quando rinnovi il documento. Appena hai la carta nuova, cancella la vecchia scadenza e scrivi la nuova.

Rifai il giro una volta all'anno, per esempio a settembre, insieme all'altro genitore. Cinque minuti, e hai una vista chiara dei prossimi dodici mesi.

Come lo faccio io

Dentro Insieme c'è «Scadenze di famiglia», una lista già pronta di scadenze italiane, tra cui carta d'identità, passaporto, patente e tessera sanitaria. Non devi scrivere niente da zero: scegli la voce, imposti la data e la persona, e decidi quanti giorni prima vuoi essere avvisato.

Di ogni scadenza conservo solo titolo, data e persona. Non salvo mai numeri di documento né scansioni: se ti serve il numero, resta sul documento. Nessuna pubblicità e nessun addestramento dell'AI con i dati della famiglia.

Quando rinnovi un documento, aggiungi la nuova scadenza. Se vuoi, puoi vedere le scadenze anche nel calendario del telefono (Google o Apple): la sincronizzazione è a senso unico, da Insieme verso il calendario.

Per scoprire tutte le voci della lista, c'è la pagina sulle scadenze di famiglia.

Le altre scadenze che si dimenticano

La carta d'identità è solo una delle cose che scadono in silenzio. Nella stessa lista trovi anche bollo, assicurazione, revisione, tagliando, caldaia, TARI e il contratto di casa, i contributi INPS per colf e badante, il veterinario e i vaccini degli animali. Anche le bollette seguono lo stesso principio: una data, un nome, un avviso. Ne parlo nella guida ai promemoria per le bollette.

Ricorda che questa guida non sostituisce le indicazioni ufficiali: per le regole aggiornate e per il tuo caso, fai riferimento al tuo Comune e al sito del Ministero dell'Interno.

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